Riconoscimenti per il fisarmonicista Emanuele Viti.

L’anagnino Emanuele Viti si è aggiudicato il Premio Internazionale della Fisarmonica città di Castelfidardo e ha raggiunto il secondo posto alla Coppa Mondiale della fisarmonica svoltasi a Monaco di Baviera. Viti riesce a conciliare la passione per la musica con lo studio scolastico in maniera esemplare, tant’è che è una delle eccellenze dell’I.I.S. “Luigi Angeloni” di Frosinone, Indirizzo Tecnico Agrario.
Emanuele, dove è natala passione per la musica ed in particolare per la fisarmonica?
«La passione per la musica è insita in me sin da bambino quando all’asilo trasformavo in strumento musicale qualsiasi giocattolo… Ho iniziato a sei anni con la tastiera elettronica prima di passare al pianoforte e a seguire, da undici anni, alla fisarmonica. Una passione che anno dopo anno è andata aumentando fino a non poterne fare a meno».
Quanto è importante l’uso espressivo in ambito musicale?
«L’uso dell’espressione è utilizzato in modo particolare in Francia e in Russia dove esiste una vera e propria cultura della fisarmonica. Da questo punto di vista ho studiato tanto in quanto rappresenta un modo diretto per trasmettere le emozioni a chi sta ascoltando la musica».
Cosa consiglierebbe a chi si vuole accostare al mondo musicale?
«Per poter emergere deve esserci un mix di valori; sacrificio, passione, determinazione e voglia di migliorarsi sempre. Non bisogna mai accontentarsi mantenendo costanza nello studio e nell’esercitazione quotidiana».
A proposito delle esercitazioni giornaliere, quante ore dedichi alla fisarmonica?
«È fondamentale avere la cultura per la musica perché senza non si va da nessuna parte… Mediamente lavoro sei ore al giorno e per prepararmi alla sfida mondiale sono arrivato a superare le otto ore giornaliere. Il mio maestro, Gianluca Pica, mi aiuta molto e mi sprona a dare di più e a fare sempre meglio. Il suo valore è conosciuto da tutti tant’è che suona nell’orchestra italiana di Renzo Arbore».
Cosa ti ha spinto a scegliere l’indirizzo Agrario?
«La passione per l’agricoltura ed il settore zootecnico ce l’ho sin da bambino in quanto la mia famiglia ha un’azienda agraria… Trovare la costanza per la musica».
Ci spieghi i successi ottenuti a Spoleto e a Berlino?
«Sono state esperienze ed emozioni indimenticabili nelle quali ho provato grosse soddisfazioni. Spero sia solo l’inizio di una grande carriera da concertista… Il titolo mondiale e il coronamento di tanti sacrifici e costanza nello studio».

E allora in bocca al lupo Emanuele!