#PIFSOTTERRANEO: la fisarmonica di Castelfidardo suona in giro per le Marche e lo farà per due week end

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PIF SotterraneoIl percorso di avvicinamento all’appuntamento clou di metà settembre – la 43^ edizione del Premio internazionale di fisarmonica in programma dal giorno 9 al 16 – passa attraverso le cinque date del “Pif sotterraneo”, articolate dal Comune di Castelfidardo in sinergia con il Comune di Fermo e il Consorzio Frasassi. “Un suggestivo itinerario musicale in una situazione di ipogeo ove diffondiamo il suono della fisarmonica e dell’organetto facendone apprezzare il fascino ai turisti che in questi giorni visitano le bellezze delle Marche”, spiega l’assessore alla cultura Ruben Cittadini. Performance particolari, pensate e studiate in base al contesto naturale in cui si innestano, che avranno anche il pregio di valorizzare il talento di giovani ambasciatori di una ricca tradizione artistica. Il programma si apre infatti sabato 4 a Genga con la folk e world music interpretata da Massimo Marconi, recanatese componente fra l’altro del gruppo “I passeri solitari”, che accoglierà ospiti e visitatori con il suo organetto in località La Cuna. All’indomani, domenica 5 (dalle 17.00), l’inedito duo composto da Cesare Sampaolesi (fisarmonica) e Giacomo Medici (voce), sarà all’ingresso e all’interno delle Grotte di Frasassi con un omaggio al tango e alle romantiche atmosfere dell’America Latina. Venerdì 10 e 11 agosto dalle 18.00, l’organetto non può che essere protagonista a Castelfidardo, dove va in scena la rievocazione storica organizzata dall’associazione Tracce di 800: la location privilegiata sono le Grotte dell’Istituto Sant’Anna, con tanto di figuranti in costumi d’epoca che ricordano la fondatrice Giulia di Barolo, il consorte Carlo Tancredi e il fido segretario Silvio Pellico.
La chiusura del Pif sotterraneo è in programma domenica 12 agosto alle Cisterne Romane di Fermo, dove alle 17.00 va in scena il Brotherhood duo, il progetto che esplora le possibilità ed il repertorio di strumenti apparentemente distanti (la chitarra di Cesare e la fisarmonica di Carlo), ma accomunati da una tradizione e da un presente ricco di affinità attraversato sulle note dei compositori che hanno scritto la storia musicale italiana.

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