PIF, 259 concorrenti al via di una edizione esplosiva

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Trenta Nazioni e quattro continenti rappresentati, 259 iscritti, 65 giurati, una miriade di eventi frutto di un gioco di squadra che coinvolge Istituzioni, aziende del settore e sponsor; quattro giornate in cui il mondo della fisarmonica converge a Castelfidardo rendendola più che mai culla della musica e dello strumento ad ancia. Il Premio Internazionale della fisarmonica è entrato giovedì nel cuore di una 44ª edizione di grande sostanza. “Raccogliamo i frutti del lavoro impostato sin dallo scorso anno, rispetto al quale registriamo un’ulteriore esplosione di iscritti, 70 in più, che si traduce in un record di commissioni d’altissimo livello chiamate a valutare talenti straordinari”, ha sottolineato il direttore artistico RenzoRuggieri riferendosi al crescente appeal del premio & concorso di cui oggi iniziano le audizioni a partire dalle sezioni classiche e virtuose. “In controtendenza rispetto agli ultimi anni, registriamo dalla Cina l’arrivo di un quadruplo di studenti e per la prima volta la presenza di un Sud africano: Castelfidardo si conferma la rassegna più apprezzata al mondo e la fisarmonica un linguaggio universale comune a tutti i popoli”, ha sottolineato il sindaco Roberto Ascani.

Fra le novità introdotte, l’emozione per gli ammessi alla seconda prova di suonare live davanti al pubblico del teatro Astra, “che per un fisarmonicista sta a livello della Scala”, sottolinea Ruggieri. Parallelamente alle audizioni, l’intensa giornata del PIF ha seguito un filo conduttore preciso ed omogeneo offrendo eventi rigorosamente gratuiti il cui il fiore all’occhiello è stata la serata di gala. Il concerto di punta in programma all’Astra è stato un omaggio al poet of accordion Gervasio Marcosignori: i video realizzati in collaborazione con lo scrittore Sandro Strologo e l’omonima associazione, ne hanno ricordato la luminosa storia artistica, mentre due raffinati fisarmonicisti ne hanno rappresentato l’estro e l’evoluzione. Giancarlo Caporilli, amico fraterno del maestro, ha incarnato l’anima acustica proponendone le interpretazioni storiche, mentre l’astro serbo Petar Maric ha espresso quella elettronica suonando un arrangiamento e adattamenti elettronici di brani classici secondo la via tracciata da Marcosignori, di cui è stato anche esposto il calco della mano conservato al Museo delle Impronte di Recoaro Terme. 

Ma l’accoglienza ad impronta green ed il calendario sono decollate sin dal mattino. Alle 9.30 c’è stato Pif Academy, momento di formazione con personaggi d’alto lignaggio come Petri Makkonen (Finlandia) che ha tenuto un seminario sulla fisarmonica classica al Salone degli Stemmi. Alle 12.00, Aperipif in auditorium Binci, esibizione dei vincitori dei più importanti festival al mondo cominciata dal serbo Luka Simic (Trophee mondial, Canada 2018) ed usufruendo ai giardini Mordini delle degustazioni di vini e prodotti tipici offerti da VinarMonica, SìconTe, Poldo, FiorettiBrera, Fiordigrano e Biologicamente. Dalle 15.00 alle 18.00, PifOnstage ha offerto il palco di piazza della Repubblica a musicisti di ogni dove e genere (Gwen Cresens/Bart Van Caenegem classica/tango/jazz dal Belgio), AccorDuo (jazz, Italia), Aleksander Ipavec e Francesco Bearzatti (jazz Slovenia) e duo Marsia (classica, Italia).

Alle 18.00 a San Francesco, PifAuditorium con un concerto colto e sperimentale, i cui protagonisti sono stati i Baretè quartet (Giampaolo Mrach, Pierpaolo Gregorin, Alessandro Scolz e Mario Castenetto) con il cd “Mirage” mixante jazz e world music ed Eric Bouvelle (ore 19.00), indiscusso leader del variété francese.

Inoltre, dalle 16.00 alle 19.00 lezioni gratuite di organetto per ragazzi da 4 ai 18 anni e musica per gioco alla civica Scuola di musica Paolo Soprani con i maestri Lucanero e Camilletti. E le note hanno continuano anche sotto le stelle: al Pub ‘O Brian con “Sul comò live” e all’On Stage club di via Soprani alle 23.30 con Lu Trainanà”, progetto che punta alla riscoperta ed alla rivalutazione della tradizione musicale marchigiana propria dell’epoca contadina con Marco Meo (tamburello marchigiano, ‘gnacchere, triangolo e voce), Walter Bianchini (organetti e percussioni) e Giovanni Cofani (fisarmonica, percussioni e voce).

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