Castelfidardo e l’Unità d’Italia

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Monumento Nazionale delle MarcheNella battaglia di Castelfidardo, il 18 settembre 1860, si scontrarono gli eserciti del Regno di Sardegna e quello dello Stato Pontificio. La battaglia si concluse con la vittoria dei piemontesi; le truppe papaline superstiti si asserragliarono nella piazzaforte di Ancona e furono sconfitte dall’esercito sardo dopo un difficile assedio. Conseguenza della vittoria piemontese fu l’annessione al Regno di Sardegna delle Marche e dell’Umbria. La battaglia di Castelfidardo è considerata spesso come l’episodio conclusivo del Risorgimento italiano; in effetti solo dopo essa fu possibile proclamare la nascita del Regno d’Italia, il 17 marzo 1861.

Il Regno di Sardegna, con la Seconda Guerra d’Indipendenza, aveva annesso la Lombardia. Nei mesi successivi, in seguito a plebisciti, anche le ex Legazioni pontificie (Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì) e la Toscana erano entrate a far parte dei domini di Vittorio Emanuele II. Dopo pochi mesi, Garibaldi, con la spedizione dei Mille, aveva conquistato tutto il meridione d’Italia; le regioni meridionali erano però separate da quelle settentrionali dalla presenza dello Stato Pontificio. Vittorio Emanuele II decise allora di intervenire con il proprio esercito per annettere Marche ed Umbria, ancora nelle mani del papa. La conquista delle due regioni centrali aveva dunque lo scopo di unire il nord e il sud d’Italia. Non si poteva certo ancora pensare ad un annullamento totale dello stato del papa, al quale, secondo i piani del re, sarebbe stato lasciato il Lazio.

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