FACE TO FACE CON LE STAR: A #PIF2016 BOSSO E BIONDINI

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bossobiondini-lateraliSi scrive #PIF2016 si legge palcoscenico da star e che star. Il 23 settembre alle 21.15 sul palco più ambito dai fisarmonicisti di ogni nazione, l’Astra di Castelfidardo, ci salirà Fabrizio Bosso, trombettista tra i migliori al mondo (che si contano sulle dita di una mano, ndr) folgorato dall’incontro “Face to Face” con la fisarmonica di uno straordinario fuoriclasse come lo spoletino Luciano Biondini. Due stelle del firmamento internazionale, ciascuno  dotato di una… tecnica individuale che tutto il mondo loro invidia e con percorsi di vita che si incrociano a tratti. Entrambi vivono la musica in famiglia fin da piccoli: “Dopo aver rotto le prime due trombe di plastica, a cinque anni me ne hanno comprata una”, racconta Fabrizio Bosso ai microfoni di fisarmonica.tv (la piattaforma che, con pifcastelfidardo.it, raccoglie info, interviste e reportages su eventi e protagonisti di #PIF2016) (INTERVISTA FABRIZIO BOSSO), mentre Biondini ricorda come già il suo bisnonno improvvisasse poesie accompagnandosi con l’organetto (INTERVISTA LUCIANO BIONDINI). Entrambi hanno un talento che il mondo riconosce ben presto: Biondini ottiene giovanissimo il favore della temuta giuria a Castelfidardo, a 26 anni i critici definiscono Bosso il miglior talento jazz.
Musicalmente per un tratto percorrono strade diverse. Quella di Biondini subisce uno stop volontario prima di riscoprire il suo strumento in versione jazz; quella di Bosso spazia dalle collaborazioni pop al jazz al funk con grande naturalezza. “Sono sempre stato aperto alle contaminazioni – ammette l’artista torinese – L’incontro tra tromba e fisarmonica è decisamente inusuale, ma la fisarmonica, specie con un fuoriclasse come Luciano, è uno strumento percussivo che dà un sostegno ritmico forte. In certi momenti può sembrare di sentire più strumenti”. La forza e il pathos di cui sono pieni i temperamenti musicali di questi due eccezionali artisti qualificano un progetto di grande fattura come “Face to Face” che si muove tra i richiami all’estetica del jazz, la libera improvvisazione e le influenze mediterranee.
Da ogni nota emergono “La voglia e il piacere di condividere momenti di vita oltre che artistici” e sul palco si sente. Ispirazione nel vissuto di entrambi musicisti: brani già nel repertorio di Bosso, altri a firma di Biondini, standards e pezzi improvvisati, ma sempre con strutture riconoscibili dal punto di vista melodico. La condivisione di un ampio spettro di riferimenti stilistici, dalla tradizione boppistica a quella mediterranea, la naturale inclinazione verso la libera improvvisazione e la profonda adesione alla formula del duo, rendono questo incontro musicale un fertile e coinvolgente momento di scambio.
Un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.
Fisarmonicista misurato e dal tocco impeccabile, Biondini è dotato del linguaggio maturo proprio di chi possiede una profonda conoscenza della tradizione jazzistica moderna e un revisionismo storico tutto personale. Bosso, trombettista poliedrico e sfaccettato, anche lui giunto a una pregevole intensità artistica, lo asseconda in questa ricerca, tra le irruenze e le delicate alchimie di cui è intriso il suo suono. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali danno vita ad un un progetto dove tutta la loro maestria, artisticità e maturità stilistica e compositiva si esprima alla massima potenza.
Sarà un privilegio incontrali “Face to Face” il 23 settembre a Castelfidardo.

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