Storia

MonumentoLa collina di Monte Cucco, con ventiduemila conifere e flora mediterranea, ornata di vialetti, fontane, scalinate e di un piccolo parco giochi, riserva a quanti la visitano un raro esempio di monumento risorgimentale realizzato in bronzo fuso a cera persa per commemorare il cinquantenario della Battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860.

È, nel suo genere, il monumento più imponente tra quelli del territorio italiano. L’idea di erigerlo fu lanciata nel 1902 ed ebbe un forte sostegno da parte dell’allora sindaco Paolo Soprani, fondatore dell’industria della fisarmonica.

Ne è autore lo scultore veneziano Vito Pardo che propose un modo di concepire lo spazio che definiremmo cinematografico per la scelta di porre il condottiero a cavallo sullo stesso piano dei soldati.

Il monumento, di cui è autore lo scultore Vito Pardo, è alto circa 6 metri e lungo 12, poggia su una montagna di 160 mq in massi di travertino bianco di Ascoli che cela, nella parte posteriore, una cripta di stile assiro. Le decorazioni interne sono dei professori Giustini e Sollazzini di Firenze. L’opera muraria, nella quale è incastonata parte del monumento, è del maestro Giordani di Castelfidardo.

Le figure dei soldati, massa informe appena abbozzata, diventano sempre più reali e più grandi fino a comporre il soggetto più definito: il generale Cialdini che, a cavallo del suo destriero, indica il nemico incitando i suoi alla carica.

Colte nel momento di massimo pathos dell’attacco, le figure dei soldati sono un campionario delle espressioni di dolore, foga e disperazione, caratteristiche di uomini in guerra.

Vito Pardo ha fatto della sua opera un’allegoria del percorso  sofferto dell’Unità d’Italia: da massa informe e divisa, attraverso la sofferenza della guerra, nascono una sola nazione ed un solo popolo.