PIF2018 tra visione e amarcord

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PIF Castelfidardo tra visione ed amarcord. Intervista tripla del poliedrico direttore di #PIF2018 ai suoi predecessori: Paolo Picchio, musicologo e Presidente consorzio Music Marche; Mario Stefano Pietrodarchi, docente e concertista; Roberto Lucanero, concertista, docente, etnomusicologo, compositore; Christian Riganelli, concertista, docente, direttore Museo Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo.

IN CHE PERIODO HAI FATTO IL DIRETTORE ARTISTICO?

Picchio: Dal 1991 al 2013
Pietrodarchi: Nel 2015 in occasione dei 40 anni del PIF
Lucanero: Nella trentanovesima edizione, anno 2014
Riganelli: Nelle edizioni 2016 e 2017

LO RIFARESTI E PERCHÉ?

Picchio: Sì, ho vissuto momenti davvero emozionanti 
Pietrodarchi: È stata una esperienza bellissima, davvero molto intensa, ho dedicato tantissimo tempo e molte energie per costruire e dare un’impronta 
Lucanero: Non lo rifarei. Fin dal primo momento dissi al sindaco Soprani che mi propose l’incarico che avrei accettato solo per un anno. I miei interessi professionali in questo periodo della mia vita sono altri: insegnare musica e fare concerti.
Riganelli: Lo rifarei volentieri. La direzione artistica di un premio importante come quello di Castelfidardo ti porta a conoscere ed avere contatti con centinaia di persone che, come il sottoscritto, vivono di musica e amano la fisarmonica.

COME SONO CAMBIATE LE COSE?

Picchio: Oggi c’è molta frammentazione e confusione, a dir il vero, ahimè, non solo nell’ambiente musicale ma in ogni attività umana.
Pietrodarchi: Non credo di accettare nuovamente un nuovo incarico: la mia visione l’ho data, e poi è giusto dare spazio ad altre visioni e altre idee.
Lucanero: All’interno del PIF le cose non sono cambiate poi così tanto: per cambiare il contenuto del PIF penso che sia necessario cambiarne il contenitore, ovvero la concezione generale. Penso che questo cambiamento sia auspicabile, ma quando feci il direttore artistico io questo obiettivo non era all’ordine del giorno dell’amministrazione fidardense. Mi chiesero di mantenere la continuità con il passato, dando una mia impronta personale. È quello che ho fatto. Per farlo a mio avviso sarebbe bastato un anno di lavoro. Per questo sono rimasto un anno!
Riganelli: Negli ultimi anni le cose sono radicalmente cambiate non solo nel mondo della Fisarmonica ma in tutto il panorama musicale. Chi meglio saprà leggere il presente ed adattarsi ai nuovi scenari avrà una chance in più

DI COSA HA BISOGNO LA FISARMONICA FUTURA?

Picchio: Di stare sempre più in mezzo agli altri strumenti musicali e alle altre forme di espressione artistica e avere sempre nuovo repertorio di qualità.
Pietrodarchi: Bisogna viaggiare tantissimo per promuovere tutto quello che è il PIF nelle varie Istituzioni Musicali in Italia e all’estero, cercare di attirare non solo professionisti e concorrenti ma anche tanti appassionati che amano questo meraviglioso strumento!
Lucanero: La fisarmonica futura non ha bisogno di nulla! Io penso invece che il mondo futuro abbia un grande bisogno di fisarmonica e del suo portato simbolico, culturale, musicale. Penso quindi che noi suonatori di fisarmonica abbiamo una grande responsabilità: abbiamo il dovere di essere delle buone persone e dei buoni musicisti!
Riganelli: In Italia a livello di didattica di base dovremmo lavorare sulla diffusione e conoscenza di uno strumento ancora poco praticato dalle nuove generazioni, rispetto ad esempio al pianoforte ed alla chitarra. Pensando al settore concertistico professionale mi auguro che le nuove generazioni siano preparate tecnicamente e culturalmente così da poter condividere il palco con grandi nomi del pianoforte, del violino, del canto, magari alle prese con nuovi repertori.

UNA COSA CHE, COME DIRETTORE ARTISTICO DI #PIF2018, DOVREI FARE E UNA CHE DOVREI EVITARE?

Picchio: Ascoltare molto le varie anime e i vari protagonisti del mondo fisarmonicistico e non rinchiudersi in un ruolo meramente decisionale.
Pietrodarchi: Bisogna relazionarsi molto con tutti e non essere amanti solo della propria opinione!
Lucanero: Caro Renzo, sei uno dei migliori e più carismatici fisarmonicisti del mondo; hai una passione per la musica e per il nostro strumento che non ha eguali; conosci Castelfidardo, la sua storia, le sue fabbriche e i suoi uomini più di chiunque altro. Penso quindi che tu non abbia bisogno di consigli su ciò che c’è da fare e su ciò che c’è da evitare: lo sai già!
Riganelli: Il DA del Premio di Castelfidardo rappresenta tutto il variegato ed eterogeneo mondo della Fisarmonica, quindi suggerirei di ascoltare e captare umori e suggerimenti che arriveranno da ogni parte. Eviterei però di farmi condizionare e penserei ad una linea optando per scelte artistiche di cui sono veramente convinto.

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